Parigi: Monmartre

Certo si dirà che è una tappa obbligata, che è un posto per turisti, che non è più vero come lo era qualche anno fa. Ma che ci volete fare, io, il quartiere di Monmartre, non lo avevo mai visitato e anche se qualcuno mi aveva anche sconsigliato di andarci (non posso fare nomi 😉 ), l’ho trovato troooppo carino!..

Ci si arriva in metrò, scendendo ad Anvers (linea 2) e dopo aver imboccato la rue Steinkerque. Qui ci si trova giusto sotto la  scalinata in cima alla quale svetta imponente la Basilica del Sacré Coeur. Per chi non ce la dovesse fare a salire c’è la funicolare. Da sopra la scalinata c’è una vista mozzafiato (eh..eh..) su Parigi che si estende in una grigia nuvola di smog giusto sotto di noi.

La collina di Montmartre era un antico villaggio costellato di mulini e vigne che è diventato all’inizio del ‘900 “la terre libre des artistes”, ovvero la dimora ed il punto di ritrovo degli artisti, in particolare i pittori che, come Picasso, Toulouse-Lautrec, Renoir,  Valadon e Utrillo hanno segnato l’epoca e regalato l’atmosfera bohemienne a questo isola nella città.

Il quartiere oggi, pieno di ristoranti e negozietti di souvenir, ha perso gran parte ormai della sua autenticità. Però quando, dopo aver risalito la stradina a sinistra della basilica, seguendo la fiumana di turisti  ci troviamo nella Piazza du Tertre, piena di pittori e ritrattisti, che ci offrono di trasferirci in punta di pennello su qualche tela, sembra davvero di essere tornati indietro nel tempo.

parigi2_DSC_0030Come dappertutto, anche qui, la cosa che veramente disturba è la presenza brulicante di turisti che si spostano in massa alla ricerca affannosa di regalini e souvenir e che di fatto toglie  (ma dovrei dire, togliamo) gran parte di quell’atmosfera romantica che il luogo sarebbe ancora in grado di emanare. Il posto tuttavia è, secondo me, molto carino, con le sue stradine che si estendono per tutta la collina, alternando quelle ripide scalinate che abbiamo imparato a riconoscere dai film, a case e locali che sono rimasti “veri” e vissuti una volta che, superata la piazza, scendiamo lentamente verso Pigalle.

 Che dire per concludere ? Senz’altro è una meta obbligata, perchè è una parte della Parigi che, crescendo, abbiamo imparato ad apprezzare, dai fiumi di inchiostro versati dalla letturatura, alle tele che tante volte, affisse nei musei di tutte il mondo, cercavano di trasferire nella nostra mente, scorci di una città e di un tempo  purtroppo ormai “passato” ed infine al cinema che ne ha mostrato tante volte quel volto, che riusciamo qui ancora a riconoscere.

Per vedere tutte le foto di Monmartre e scoprire tante altre cose di Parigi, puoi sfogliare gli appunti di viaggio cliccando sul bottone  qui sotto

Parigi 2014

 

 

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