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Blog personale di Giorgio Russo

La fantastica signora Maisel

Ragazzi “La fantastica signora Maisel“, serie di punta di Prime Video, è una delle serie che più ho apprezzato negli ultimi anni tanto che, devo confessarlo, dopo averne divorato le prime tre stagioni, ed in attesa dell’imminente uscita della quarta, dopo neanche un mese ho già ricominciato da capo e rivisto di nuovo la prima. Certo potete pensare che l’età che avanza mi abbia alquanto rincoglionito, e forse un pò è vero, ma mi piace molto rivedere o rileggere quello che mi entusiasma. E questa serie mi ha appassionato fin dal primo fotogramma.

Siamo a New york nell’anno 1958 e la serie si presenta ed apre come una delle classiche commedie dei film anni ’50-60, quelli con Rock Hudson e Doris Day per intenderci, e per chi li conosce, naturalmente. Musiche bellissime mi catapultano in una scenografia ed ambientazione ricostruita fin nel più piccolo dei particolari, dove costumi e fotografia si esprimono ai massimi livelli, rasentando la perfezione.

La Trama

In breve la trama, cercando di non stalkerare troppo, si basa sulla vita di una giovane donna, Midge,  interpretata da Rachel Brosnahan, appartenente ad una benestante famiglia ebrea, perfettamente a suo agio nella parte di moglie, madre e figlia, che vive in un appartamento lussuoso nell’Upper East Side, con i genitori che abitano nello stesso palazzo.

La vita perfetta di Midge va in frantumi una sera quando, suo marito Joel (Michael Zegen), che ha la passione per la comicità senza tuttavia spiccarne per doti, fa fiasco durante un’esibizione al Gaslight un piccolo locale del village, proprio davanti alla moglie ed ai suoi amici. La delusione porterà Joel a decidere di lasciare un’esterrefatta Midge ed andarsene di casa.

Presa dalla disperazione e scarsamente supportata dai genitori, Midge si ubriaca e, preso un taxi, si ritrova proprio al Gaslight dove,  casualmente, si presenta sul palco e senza volerlo tira fuori un numero da applausi, rivelando un sarcasmo sferzante ed una comicità innata, condita da un linguaggio sboccato tipicamente maschile.

Da qui, nascerà uno strano rapporto con l’improvvisata manager Susie (Alex Borstein) che porterà le due a cercare di destreggiarsi in un mondo, quello della stand-up comedy,  da sempre precluso alle donne.

Il Cast

Rachel Brosnahan è una vera rivelazione, mettendo a punto un personaggio ricco di sfaccettature che passa per tanti differenti livelli di interpretazione, rivelando una verve comica ed una presenza scenica quando sale sul palco, da sembrare nata per fare questo mestiere. Bellissima e perfetta.

Così come è perfettamente centrato il ruolo della burbera, disordinata e del tutto fuori contesto manager, ovvero Alex Borstein, che, al contrario di Rachel, non avendo come prima dote l’avvenenza e, complice il fatto di averle dato un aspetto fortemente mascolino e volutamente fastidioso, inizialmente non entra facilmente in simpatia come personaggio.

Invece proprio questo personaggio, e l’attrice che lo interpreta, si rivela forse addirittura il più centrato, prendendosi la scena con battute e frecciate ispirate e brillanti, e alternandosi nel ruolo di protagonista con la stessa Rachel.

Tra i personaggi di un cast allestito con gusto ed efficacia, spiccano i due scontrosi suoceri interpretati da un duo di eccezione interpretato da Tony Shalhoub,  nel ruolo Abe padre di Midge, e da Kevin Pollak in quello di Moishe (padre di Joel).

Conclusione

La serie è stata pluripremiata facendo incetta dei più importanti premi della critica quali Golden Globe, Critics’ Choice Awards ed Emmy Awards, in particolare come miglior serie TV, attrice protagonista (Rachel Brosnahan) e non protagonista (Alex Borstein) e come miglior sceneggiatura e miglior regia (Amy Sherman-Palladino).

Ma quello che mi rimane dopo aver visto le prime tre stagioni sono sicuramente le eccezionali scenografie ed ambientazioni sia in esterna che in studio, le musiche meravigliose e indovinate, una splendida fotografia, ed i costumi di una maniacale perfezione, ma soprattutto, un ritmo incalzante ed i dialoghi talmente serrati e battenti da costringermi a volte a dovermi fermare e tornare indietro per paura di essermi perso qualcosa.

La regista Amy Sherman-Palladino, trasforma a mio modo di vedere, questa serie in quello che appare più come un lunghissimo film che vedi forzatamente a tappe, dove non ci sono interruzioni o episodi che ne spezzano la narrazione. Apre una finestra sulla meravigliosa New York anni ’60, bilanciando egregiamente il mondo di certa elite fondata su abiti alla moda, pettegolezzi ed eventi mondani, tutto condito in salsa jewish ed al femminile,  con quello un pò da bassifondi, e quasi esclusivamente maschile, dei locali notturni della stand-up comedy, sboccato, volgare ed imprevedibile. Tutto questo senza mai scadere nell’ovvio, ma anzi utilizzando i clichè dei film anni 50-60 come spunto per duetti e gags a tratti esilaranti ed irresistibili.

Il resto, credetemi, lo fa il fascino indiscusso della fantastica sig.ra Maisel.


La fantastica signora Maisel  | TV Series (2017– ) 3420min | Comedia, Drammatico | TV Series (2017– ) Sommario: A housewife in 1958 decides to become a stand-up comic.
Paesi: USALingue: English
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Recensione: La fantastica signora Maisel

Dai voti che ho dato, non c'è molto da dire. Valutazione ai massimi livelli per una serie TV perfetta che ti prende e non ti molla più fino alla fine lasciandoti in trepidante attesa della quarta stagione.

Imperdibile!
  • dialoghi
  • fotografia
  • scenografie
  • costumi
  • cast
  • regia