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Imprevedibili emozioni

Sono sincero. Come tanti, anche io ero piuttosto scettico sul calcio femminile, non avendone mai seguito una partita, nè dal vivo, nè tantomeno in tv. E, come tanti consideravo “le ragazze” ancora un bel passo indietro rispetto ai colleghi maschi.

Bè, devo ricredermi. Imprevedibili emozioni mi hanno colto di sorpresa ed appassionato al mondiale tanto ritrovarmi ad appuntarmi mentalmente gli incontri e passare serate a guardare queste giovani leonesse correre a perdifiato dal primo all’ultimo minuto, senza fermarsi mai.

Chi si aspettava un calcio statico, di altri tempi, una sorta di anni cinquanta del calcio italiano, con qualche raro caso di calciatrice più educata in grado di fare la differenza in un mare di medicrità, è servito!

Spettacolo, spettacolo

Tutte le partite che ho visto hanno mostrato invece una matrice comune. Corrono, corrono, corrono. Mi è capitato di vedere le statistiche in uscita di una di queste campionesse, riportava ben 12Km percorsi! Non mi ricordo di averlo mai visto questo numero in una partita di calcio maschile.

E non solo. Corrono intelligentemente, creano spazi, fanno continuamente dai e vai, difficilmente si intestardiscono in dribbling fini a se stessi, ma cercano sempre l’aiuto e lo scarico più vicino. E ancora: passaggi filtranti, veli, giocate alla messi, colpi di tacco, dribbling secchi. Goduria!

In tante occasioni, ho notato come, a dispetto della mia beneamata Inter, tutte le ragazze provano ad andare sul fondo e sono dotate di fondamentali così buoni, che mettono in mezzo palle perfette dosate, precise. Tutte cose che in un anno all’inter ho visto in pochissime occasioni. Segno che il lavoro sui fondamentali di questo sport, quali tiro e cross, è stato fatto veramente molto bene.

Italia, ci hai fatto sognare

L’Italia ci ha riportato a fasti passati. Alla trepidante attesa della partita della Nazionale ai mondiali, come nel 1982 o nel 2006. E mai ho visto l’italia giochicchiare, attendista, con in testa il primo non prenderle, magari passiamo ai rigori.

No. Pur con una squadra non dotata della “stella” per eccellenza come l’americana Alex Morgan, la francese Le Sommers o la Marta brasiliana, l’italia mi ha incantato con una tecnica ed un’intelligenza tattica in alcune di esse veramente impressionante.

Su tutte, Barbara Buonansea e Valentina Giacinti in attacco, la impenetrabile Gama in difesa, e la qualità della Valentina Cernoia e di Aurora Galli in mezzo al campo. Ho visto movimenti a rientrare della Giacinti, tacchi ad aprire per l’inserimento dei centrocampisti, filtranti precisi e cambi di gioca da una parte all’altra del campo che descrivono un processo di crescita del movimento veramente inatteso.

Uno schiaffone ai colleghi maschi

Al di là delle qualità espresse in campo dalle giocatrici migliori, alcune davvero dotate di doti fuori del comune e che nulla hanno da invidiare ai colleghi maschi, il vero e sonoro schiaffo a quest’ultimi, è nel comportamento e nella disciplina.

Non ho visto in nessuna partita ridicole ed isteriche scene, come spesso accade alle nostre cosiddette “primedonne”, in occasione di falli o interventi dell’arbitro, in primis quella assurda di Buffon nella famigerata partita del Bernabeu. No. Sono quasi sempre tranquille, rispettano la decisione arbitrale ed accettano con serenità la decisione del VAR.

Per me queste ragazze, con il loro impegno e la loro qualità, hanno dimostrato che si può “giocare al calcio” epurando lo spettacolo da tutto ciò che spettacolo proprio non è. Perchè come nella vita, nel lavoro ed in tutti gli altri sport, le ragazze per me sono un gradino avanti a noi, perchè sono sempre concentrate sull’obiettivo e lo perseguono con tenacia.

Amici maschi prendetelo come esempio!

Che cosa rimane?

Il mondiale non è ancora finito, gli USA hanno appena conquistato la terza finale consecutiva, ma voglio fare già un bilancio. Il mondiale è stato un successone, ha avvicinato tantissime persone, come me, al movimento femminile, che merita rispetto, più passaggi televisivi e sulla carta stampata,  e magari di passare al professionismo che, mi pare di capire in italia ancora non c’è.

Lo meritano, per la bravura delle interpreti, dei tecnici e per l’impegno ed il sacrificio profuso in quelle entrate in scivolata che ho visto a profusione e che per me sono un pò l’emblema del calciatore che da tutto in campo. Sputare sangue come diceva il buon Dan Peterson.

Ed anche perchè non ne posso più di vedere sui giornali osannare con titoloni Cristiani Ronaldi qualsiasi che regalano 20.000 euro di mancia a destra e a manca, e non una riga, al di fuori dei mondiali, a queste giocatrici che si impegnano e danno tutto in campo quanto lui. Perchè io sui giornali sportivi vorrei vedere commenti tecnici, risultati, e non gossip da quattro soldi.

Ora e per sempre. Viva le ragazze!!

Crediti

Foto Alex Morgan di Getty / MB Media pubblicata su popsugar

Foto Calciatrici Italiane di FRANCOIS LO PRESTI / AFP pubblicata su tpinews